Ci sono persone che hanno fatto e fanno tante di quelle cose interessanti che è difficile poter trovare una sintesi presentandoli e si fa loro sempre un torto, qualsiasi cosa si scelga di includere e di escludere tra ciò che fanno. Una di queste persone è di certo Fabio Massimo Nicosia. Traiamo dal suo curriculum (cliccare qui per leggerlo per intero direttamente dal sito "Radicali Anarchici"):
- Dal 1998 a tutt’oggi, Presidente e legale rappresentante dell’Associazione di cultura libertaria e per la difesa dei diritti del cittadino e del consumatore “Diritto e Mercato”
- Nel 2001, Accreditato “AndersenLegal” presso CONSIP per la supervisione dei profili giuridici delle procedure di gara per l’affidamento di forniture e servizi delle Amministrazioni dello Stato
- Dal 2003 consulente e patrocinatore della società produttrice di microprocessori per computer AMD per i rapporti con la Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento alle discriminazioni negli appalti di forniture per indebita indicazione di brevetti nei bandi di gara,
- Difensore di “Italia Nostra” nella questione “Grandi Stazioni”
- Dal 2012 consulente dell’”Associazione Luca Coscioni”
- Dal 2012 consulente e difensore del Gruppo Radicale Federalista Europeo e del Presidente della Commissione Trasparenza al Consiglio Comunale di Milano
- Consulente di “Radicali Italiani”
- Lavori di Nicosia sono citati nel Trattato di Diritto Amministrativo di Sabino Cassese.
- Il sovrano occulto è stato recensito in Rivista Internazionale di Filosofia del Diritto
- Beati Possidentes è stato recensito in Quaderni Radicali e in Ragion Pratica
- Il dittatore libertario è stato recensito in Fogli di via e da numerosi siti internet e commentato nel citato testo di Guido Candela.
- I suoi ultimi lavori son L’Abusiva legittimità, un testo di dottrina dello Stato in chiave libertaria, e Libertarismo, Self-Ownership, Utile universale, nel quale introduce più decisamente la nozione di “inclinazione libertaria” e le sue implicazioni.
Tra le altre cose che ha fatto Nicosia ve ne è una molto particolare e di interesse per questo blog: ha fondato una chiesa: la Chiesa Nikeista. Nel post sul web in cui lo stesso Nicosia presenta la sua chiesa (sempre dal sito "Radicali Anarchici") si cita la Dichiarazione universale dei diritti umani e precisamente il punto in cui “nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione”, visto giustamente da Nicosia come "primo passo per il superamento di quel vecchio arnese che è ormai lo Stato-istituzione". Leggiamo, sempre dalla presentazione del nikeismo che fa lo stesso Nicosia, che
"Dal punto di vista economico, il nikeismo, in conformità ai propri principi ispiratori, propugna il mercato decentrato ed egualitario, con accesso di ognuno alle risorse naturali, contro ogni cosiddetto capitalismo parassitario e colluso con lo Stato.
In tale mercato, sono consentite tutte le condotte ispirate al principio di reciprocità come sopra descritte, e non possono essere impedite attività che non comportino impedimento di attività altrui.
Per quanto immerso nell’universo e in Dio, infatti, il nikeismo non avrebbe ragion d’essere, se accettasse lo stato di cose presente così com’è."
Cosa significa nikeista?
Il termine nikeista ha tre risvolti: Nike in greco vuol dire Vittoria, pensa alla Nike di Samotracia, ma è anche un buon richiamo al mio cognome, visto che a oggi si tratta di un culto puramente individuale e personale. Poi c’è un’allusione a Nietzsche, filosofo a cui sono molto affezionato dai tempi dell’adolescenza.
In quale circostanza della tua vita hai sentito l’esigenza di fondare una tua chiesa e perché l’hai fondata?
Ho fondato la Chiesa nel luogo adatto, direbbe qualcuno, nel 2007, mentre ero ricoverato nel reparto psichiatria dell’ospedale San Paolo di Milano, reparto del quale sono stato spesso ospite. “Delirio mistico” è del resto la diagnosi che mi porto dietro dal 2001, diagnosi che mi hanno appioppato durante il mio primo ricovero. Mi hanno ripetutamente dato del soggetto delirante, ma non hanno mai spiegato come possa un delirante avere scritto testi del tutto lucidi (di diritto amministrativo, di filosofia del diritto e della politica, di dottrina dello Stato) nel corso di tutti questi anni, anche in concomitanza con i vari TSO che mi hanno inferto. Gli psichiatri non si sono mai preoccupati di conoscermi davvero, ma solo di togliermi il vizio mistico: una volta il primario mi ha costretto a rinnegare “Dio” per consentirmi di tornare a casa e chiudere il ricovero.
Che Dio è il Dio nikeista?
È il Dio che ho conosciuto durante le mie esperienze mistiche: ironico, sexy, tentatore, anarchico, maestro di questioni filosofico-giuridiche, poste sempre come interrogativo e non come rivelazione, dato che le risposte dovevo darle io. Ah, è un soggetto che si mostra come femmina, non come maschio; maschio è invece l’antagonista. Per altro verso, il mio è un Dio (o una Dea) panenteista, ossia una sintesi tra monoteismo e panteismo, per cui Dio è tanto un soggetto separato autonomo, quanto però che innerva di sé tutte le cose del mondo, che sono a loro volta parte di Dio.
Che legame c'è tra il tuo anarchismo ed il nikeismo?
Il legame è stretto, perché la mia Dea è anarchica (e le piace discuterne, mettendoti in difficoltà).
Nel passo da me citato sopra si parla di "principi ispiratori" del nikeismo, mi piacerebbe fossi tu ad esporceli: quali sono?
Gli stessi della mia filosofia giuridica e politica: si tratta infatti di teologia mascherata.
Scrivi che "non possono essere impedite attività che non comportino impedimento di attività altrui", che mi fa pensare all'antico slogan "vietato vietare". Qualsiasi atto umano non è comunque di "impedimento dell'attività altrui"? Esemplificando: già il fatto stesso di essere io qui ed adesso non impedisce a chiunque altro di essere qui ed adesso?
Gli impedimenti sono atti di coercizione. Può la coercizione essere “libertaria”? Me lo voleva far credere l’antagonista, dopo di che ho elaborato la distinzione tra inclinazione libertaria e autoritaria, che distingue tra esercizio di facoltà naturali ammesse e non ammesse, in quanto coercitive. L’antagonista diceva invece erroneamente che tutte le facoltà naturali sono libertarie, il che priva di senso il concetto stesso di libertario, se tutto diventa indistinguibilmente libertario.
Scrivendo, poi, che "il nikeismo non avrebbe ragion d’essere, se accettasse lo stato di cose presente così com’è" espliciti e spieghi il carattere programmatico del nikeismo. Si può dire sia una dottrina rivoluzionaria?
È una dottrina che distingue tra ciò che è legittimo e lecito e ciò che non lo è. Lo dicono tutti, ma poi non lo praticano. Ultimamente sono un po’ collapsitario, più che non esattamente rivoluzionario.
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Zelda Raciti ha collaborato alla formulazione delle domande di quest'intervista.