martedì 17 dicembre 2019

Fabio Massimo Nicosia ci presenta la chiesa nikeista, da lui fondata

Ci sono persone che hanno fatto e fanno tante di quelle cose interessanti che è difficile poter trovare una sintesi presentandoli e si fa loro sempre un torto, qualsiasi cosa si scelga di includere e di escludere tra ciò che fanno. Una di queste persone è di certo Fabio Massimo Nicosia. Traiamo dal suo curriculum (cliccare qui per leggerlo per intero direttamente dal sito "Radicali Anarchici"):

- Dal 1998 a tutt’oggi, Presidente e legale rappresentante dell’Associazione di cultura libertaria e per la difesa dei diritti del cittadino e del consumatore “Diritto e Mercato”
- Nel 2001, Accreditato “AndersenLegal” presso CONSIP per la supervisione dei profili giuridici delle procedure di gara per l’affidamento di forniture e servizi delle Amministrazioni dello Stato
- Dal 2003 consulente e patrocinatore della società produttrice di microprocessori per computer AMD per i rapporti con la Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento alle discriminazioni negli appalti di forniture per indebita indicazione di brevetti nei bandi di gara,
- Difensore di “Italia Nostra” nella questione “Grandi Stazioni”
- Dal 2012 consulente dell’”Associazione Luca Coscioni”
- Dal 2012 consulente e difensore del Gruppo Radicale Federalista Europeo e del Presidente della Commissione Trasparenza al Consiglio Comunale di Milano
- Consulente di “Radicali Italiani”
- Lavori di Nicosia sono citati nel Trattato di Diritto Amministrativo di Sabino Cassese.
- Il sovrano occulto è stato recensito in Rivista Internazionale di Filosofia del Diritto
- Beati Possidentes è stato recensito in Quaderni Radicali e in Ragion Pratica
- Il dittatore libertario è stato recensito in Fogli di via e da numerosi siti internet e commentato nel citato testo di Guido Candela.
- I suoi ultimi lavori son L’Abusiva legittimità, un testo di dottrina dello Stato in chiave libertaria, e Libertarismo, Self-Ownership, Utile universale, nel quale introduce più decisamente la nozione di “inclinazione libertaria” e le sue implicazioni.

Tra le altre cose che ha fatto Nicosia ve ne è una molto particolare e di interesse per questo blog: ha fondato una chiesa: la Chiesa Nikeista. Nel post sul web in cui lo stesso Nicosia presenta la sua chiesa (sempre dal sito "Radicali Anarchici") si cita la Dichiarazione universale dei diritti umani e precisamente il punto in cui “nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione”, visto giustamente da Nicosia come "primo passo per il superamento di quel vecchio arnese che è ormai lo Stato-istituzione". Leggiamo, sempre dalla presentazione del nikeismo che fa lo stesso Nicosia, che

"Dal punto di vista economico, il nikeismo, in conformità ai propri principi ispiratori, propugna il mercato decentrato ed egualitario, con accesso di ognuno alle risorse naturali, contro ogni cosiddetto capitalismo parassitario e colluso con lo Stato.

In tale mercato, sono consentite tutte le condotte ispirate al principio di reciprocità come sopra descritte, e non possono essere impedite attività che non comportino impedimento di attività altrui.

Per quanto immerso nell’universo e in Dio, infatti, il nikeismo non avrebbe ragion d’essere, se accettasse lo stato di cose presente così com’è."

Cosa significa nikeista?
Il termine nikeista ha tre risvolti: Nike in greco vuol dire Vittoria, pensa alla Nike di Samotracia, ma è anche un buon richiamo al mio cognome, visto che a oggi si tratta di un culto puramente individuale e personale. Poi c’è un’allusione a Nietzsche, filosofo a cui sono molto affezionato dai tempi dell’adolescenza.

In quale circostanza della tua vita hai sentito l’esigenza di fondare una tua chiesa e perché l’hai fondata?
Ho fondato la Chiesa nel luogo adatto, direbbe qualcuno, nel 2007, mentre ero ricoverato nel reparto psichiatria dell’ospedale San Paolo di Milano, reparto del quale sono stato spesso ospite. “Delirio mistico” è del resto la diagnosi che mi porto dietro dal 2001, diagnosi che mi hanno appioppato durante il mio primo ricovero. Mi hanno ripetutamente dato del soggetto delirante, ma non hanno mai spiegato come possa un delirante avere scritto testi del tutto lucidi (di diritto amministrativo, di filosofia del diritto e della politica, di dottrina dello Stato) nel corso di tutti questi anni, anche in concomitanza con i vari TSO che mi hanno inferto. Gli psichiatri non si sono mai preoccupati di conoscermi davvero, ma solo di togliermi il vizio mistico: una volta il primario mi ha costretto a rinnegare “Dio” per consentirmi di tornare a casa e chiudere il ricovero.

Che Dio è il Dio nikeista?
È il Dio che ho conosciuto durante le mie esperienze mistiche: ironico, sexy, tentatore, anarchico, maestro di questioni filosofico-giuridiche, poste sempre come interrogativo e non come rivelazione, dato che le risposte dovevo darle io. Ah, è un soggetto che si mostra come femmina, non come maschio; maschio è invece l’antagonista. Per altro verso, il mio è un Dio (o una Dea) panenteista, ossia una sintesi tra monoteismo e panteismo, per cui Dio è tanto un soggetto separato autonomo, quanto però che innerva di sé tutte le cose del mondo, che sono a loro volta parte di Dio.

Che legame c'è tra il tuo anarchismo ed il nikeismo?
Il legame è stretto, perché la mia Dea è anarchica (e le piace discuterne, mettendoti in difficoltà).

Nel passo da me citato sopra si parla di "principi ispiratori" del nikeismo, mi piacerebbe fossi tu ad esporceli: quali sono? 
Gli stessi della mia filosofia giuridica e politica: si tratta infatti di teologia mascherata.

Scrivi che "non possono essere impedite attività che non comportino impedimento di attività altrui", che mi fa pensare all'antico slogan "vietato vietare". Qualsiasi atto umano non è comunque di "impedimento dell'attività altrui"? Esemplificando: già il fatto stesso di essere io qui ed adesso non impedisce a chiunque altro di essere qui ed adesso? 
Gli impedimenti sono atti di coercizione. Può la coercizione essere “libertaria”? Me lo voleva far credere l’antagonista, dopo di che ho elaborato la distinzione tra inclinazione libertaria e autoritaria, che distingue tra esercizio di facoltà naturali ammesse e non ammesse, in quanto coercitive. L’antagonista diceva invece erroneamente che tutte le facoltà naturali sono libertarie, il che priva di senso il concetto stesso di libertario, se tutto diventa indistinguibilmente libertario.

Scrivendo, poi, che "il nikeismo non avrebbe ragion d’essere, se accettasse lo stato di cose presente così com’è" espliciti e spieghi il carattere programmatico del nikeismo. Si può dire sia una dottrina rivoluzionaria?
È una dottrina che distingue tra ciò che è legittimo e lecito e ciò che non lo è. Lo dicono tutti, ma poi non lo praticano. Ultimamente sono un po’ collapsitario, più che non esattamente rivoluzionario.

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Zelda Raciti ha collaborato alla formulazione delle domande di quest'intervista.

domenica 27 ottobre 2019

Sandra Luschi, bahá’í che vive a Grosseto, ci presenta la sua fede

Fin da ragazzino conoscere le varie religioni è stata una mia passione, legata ad un'idea che mi è venuta dalla lettura dei testi di Gandhi. Gandhi era stato cresciuto come un indù ed aveva incontrato cristiani che volevano convertirlo alla loro fede.
Egli, quindi, studiò i testi sacri ed i commentari non solo del cristianesimo, ma anche delle altre religioni con le quali venne in contatto ed alla fine di questo studio comparato delle religioni il suo bilancio può essere sintetizzato attraverso queste sue stesse parole: “arrivai alla conclusione che tutte le religioni sono giuste, ma che ognuna di esse non può che essere naturalmente e necessariamente imperfetta, perché interpretata, e più spesso fraintesa, dai nostri poveri intelletti; o, a volte, dai nostri poveri cuori”. È con tale convinzione, ormai profonda anche in me, che mi accingo ad esporre, attraverso una serie di interviste, varie realtà religiose, iniziando da una che condivide moltissimo di ciò che Gandhi espresse: la fede bahá’í.
Conobbi la fede bahá’í attraverso un mio amico, tanti anni fa, a Valguarnera, il paese della mia infanzia. Questo mio amico, sua madre, che condivideva lo stesso credo, ed io ci incontravamo per pregare. Il mio amico mi fece anche conoscere la comunità di suoi correligionari catanesi.
Essendomi trasferito di recente a Grosseto è stato per me un grande piacere incontrare qui dei bahá’í e frequentarli, sentendomi a casa con loro, pur avendo detto chiaramente che non sono bahá’í e non intendo divenirlo, almeno non in senso letterale. Quando ho fatto la proposta di pubblicare periodicamente un'intervista sulla loro fede e comunità, Sandra Luschi, una bahá’í grossetana, si è proposta come mia interlocutrice e mi sembra il caso di darle la parola, iniziando con l'intervista.

Da quando sei bahá’í?
Dal gennaio del 1996. Da circa tre mesi avevo conosciuto a Grosseto una famiglia bahá’í che mi aveva attratto per il suo stile di vita molto aperto e ospitale, amichevole e dedicato alla condivisione di un alto scopo: costruire una comunità unita nella diversità e basata sul servizio agli altri, come strada per il progresso sia personale che collettivo, in campo sia spirituale che materiale, tramite uno sforzo quotidiano di mettere in pratica gli Insegnamenti divini e grazie alla collaborazione, al sostegno reciproco e, soprattutto, al potere della preghiera.

Seguivi un'altra fede prima di convertirti alla fede bahá’í?
Ero cattolica, ma più che di “conversione” parlerei di “prosecuzione”, in quanto Bahá’u’lláh ci insegna che la Verità è una sola, e che è stata rivelata all'uomo progressivamente, tramite tanti Messaggi e Messaggeri che hanno dato vita a Religioni capaci di fondare civiltà e far progredire intere popolazioni. Quindi credo ancora in Gesù e amo il Vangelo e la Bibbia, considerandoli Parola di Dio, così come il Corano e gli altri Scritti Sacri delle tradizioni monoteiste.
Ma per questa epoca, caratterizzata da sfide del tutto nuove per l’umanità, Bahá’u’lláh ci porta proprio tutti quei principi, norme e misure di cui necessitiamo per imparare ad applicare l'insegnamento dell'amore su scala globale, realizzare l’unità del genere umano ed instaurare una pace duratura grazie ad un Nuovo Ordine Mondiale.

Perché sei divenuta bahá’í?
Leggendo gli Scritti bahá’í ed alcuni documenti redatti dalla Bahá’í International Community, ente accreditato presso le Nazioni Unite, ho riconosciuto che la Fonte di questo Messaggio era divina ed in Bahá’u’lláh ho riconosciuto lo Spirito di Cristo che continuava ad educare le anime degli uomini, ampliandone la conoscenza e migliorandone il carattere per continuare ad evolvere spiritualmente e, di conseguenza, materialmente. Si tratta di un Messaggio in cui l'Amore diventa il presupposto per la giustizia sociale, fino ad unificare l'intero genere umano come un'unica famiglia.
Ho quindi sentito naturalmente la gioia di poter riflettere sulla mia vita in base ad una Guida divina rivelata in tempi così recenti, come aiuto nelle mie scelte e nello sviluppo delle mie potenzialità. Ma un motivo di gioia altrettanto forte è stata la possibilità di prendermi cura della mia crescita personale tramite atti di servizio disinteressato al bene comune. Che gioia potermi sentire utile, nel mio piccolo, al miglioramento del mondo, a partire dalla mia famiglia e più in generale in ogni relazione e in ogni ambito della mia vita. Questo è infatti ciò che il Messaggio di Bahá’u’lláh offre a ciascun essere umano: la possibilità di sviluppare le proprie capacità latenti nel contribuire a costruire comunità unite e prospere in quanto basate sui Suoi Insegnamenti, che sono in armonia con gli Insegnamenti spirituali di tutte le precedenti Rivelazioni.

In questo mese di ottobre ricorre il bicentenario della nascita del Bab, precursore di Bahá’u’lláh. Torneremo a parlare di loro, per approfondire, in seguito, ma, per adesso in sintesi,  vuoi parlarci di queste due figure storiche così importanti per voi?
Il Bab e Bahá’u’lláh sono le due Figure Sacre della Fede bahá’í, il primo Precursore e Araldo del secondo, nati in Iran ed ingiustamente perseguitati, così come i loro seguaci. Il Bab, un semplice mercante, era molto giovane quando rivelò un Messaggio che rapidamente sconvolse la società per i principi innovatori che promulgava, tra i quali la Progressività della Rivelazione divina, la parità di diritti tra uomo e donna e l'armonia tra scienza e religione, annunciando l'avvento da lì a poco di una Rivelazione più ampia, destinata a trasformare la vita dell'intera umanità per farla evolvere fino ad arrivare a realizzare l'unificazione di tutti i popoli e la pace universale. Bahá’u’lláh, figlio di un Primo Ministro, ben presto scelse di abbandonare la vita agiata e la futura carriera per dedicarsi ai bisognosi e agli oppressi. Egli divenne dapprima seguace del Bab e poi, poco dopo il Suo martirio, iniziò a rivelare una gran mole di Scritti su molti temi, spirituali e sociali, in cui offre all’umanità una Guida per affrontare le sfide presenti come opportunità per costruire una nuova civiltà globale fondata su basi spirituali e caratterizzata dalla giustizia sociale e dalla valorizzazione della diversità.

Come comunità grossetana bahá’í, so che state organizzando degli eventi per il bicentenario della nascita del Bab. Potresti raccontarci qualcosa in proposito?
A 200 anni dalla Sua Nascita, il Messaggio del Bab, così attuale e universale, e le gesta eroiche Sue e dei Suoi seguaci continuano ad ispirare migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo, quindi il 28 ottobre ed i giorni vicini saranno dedicati a ricordarlo in una miriade di celebrazioni che dell’alba al tramonto si susseguiranno da est ad ovest riunendo genti di ogni popolazione ed etnia, lingua e background religioso, di colori e culture diverse, tutti accomunati dalla consapevolezza che “La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini” e dal desiderio e l'impegno di servire la comune Causa della pace e della prosperità universali.
In Italia le celebrazioni saranno più di 200, in ogni regione da nord a sud e nelle isole.
A Grosseto proprio oggi, domenica 27 ottobre, alle 18 siete tutti invitati presso il Museo di Storia Naturale (ingresso libero) ad una rappresentazione teatrale sulla figura di Tahirih dal titolo “Il velo caduto”, che narra della poetessa persiana seguace del Bab uccisa per essersi presentata senza velo, affermando che uomini e donne sono uguali agli occhi di Dio. Domani, lunedì 28 ottobre, vi aspettiamo tutti presso il Museo di Scienze Naturali alle 18 per la celebrazione del bicentenario della Nascita del Bab con momenti di ispirazione, riflessione, socializzazione e condivisione delle attività portate avanti dai bahá’í nel mondo e a Grosseto in particolare.

Da quando ci sono bahá’í a Grosseto?
Dai primi anni ’80.

Chi volesse contattare la comunità bahá’í grossetana come deve fare?
La carica di Segretario della Comunità bahá’í, eletta annualmente, è attualmente ricoperta dall’Ing. Gianfilippo Gubinelli: Tel. 3403932772, Email: grosseto@bahai.it.