domenica 27 ottobre 2019

Sandra Luschi, bahá’í che vive a Grosseto, ci presenta la sua fede

Fin da ragazzino conoscere le varie religioni è stata una mia passione, legata ad un'idea che mi è venuta dalla lettura dei testi di Gandhi. Gandhi era stato cresciuto come un indù ed aveva incontrato cristiani che volevano convertirlo alla loro fede.
Egli, quindi, studiò i testi sacri ed i commentari non solo del cristianesimo, ma anche delle altre religioni con le quali venne in contatto ed alla fine di questo studio comparato delle religioni il suo bilancio può essere sintetizzato attraverso queste sue stesse parole: “arrivai alla conclusione che tutte le religioni sono giuste, ma che ognuna di esse non può che essere naturalmente e necessariamente imperfetta, perché interpretata, e più spesso fraintesa, dai nostri poveri intelletti; o, a volte, dai nostri poveri cuori”. È con tale convinzione, ormai profonda anche in me, che mi accingo ad esporre, attraverso una serie di interviste, varie realtà religiose, iniziando da una che condivide moltissimo di ciò che Gandhi espresse: la fede bahá’í.
Conobbi la fede bahá’í attraverso un mio amico, tanti anni fa, a Valguarnera, il paese della mia infanzia. Questo mio amico, sua madre, che condivideva lo stesso credo, ed io ci incontravamo per pregare. Il mio amico mi fece anche conoscere la comunità di suoi correligionari catanesi.
Essendomi trasferito di recente a Grosseto è stato per me un grande piacere incontrare qui dei bahá’í e frequentarli, sentendomi a casa con loro, pur avendo detto chiaramente che non sono bahá’í e non intendo divenirlo, almeno non in senso letterale. Quando ho fatto la proposta di pubblicare periodicamente un'intervista sulla loro fede e comunità, Sandra Luschi, una bahá’í grossetana, si è proposta come mia interlocutrice e mi sembra il caso di darle la parola, iniziando con l'intervista.

Da quando sei bahá’í?
Dal gennaio del 1996. Da circa tre mesi avevo conosciuto a Grosseto una famiglia bahá’í che mi aveva attratto per il suo stile di vita molto aperto e ospitale, amichevole e dedicato alla condivisione di un alto scopo: costruire una comunità unita nella diversità e basata sul servizio agli altri, come strada per il progresso sia personale che collettivo, in campo sia spirituale che materiale, tramite uno sforzo quotidiano di mettere in pratica gli Insegnamenti divini e grazie alla collaborazione, al sostegno reciproco e, soprattutto, al potere della preghiera.

Seguivi un'altra fede prima di convertirti alla fede bahá’í?
Ero cattolica, ma più che di “conversione” parlerei di “prosecuzione”, in quanto Bahá’u’lláh ci insegna che la Verità è una sola, e che è stata rivelata all'uomo progressivamente, tramite tanti Messaggi e Messaggeri che hanno dato vita a Religioni capaci di fondare civiltà e far progredire intere popolazioni. Quindi credo ancora in Gesù e amo il Vangelo e la Bibbia, considerandoli Parola di Dio, così come il Corano e gli altri Scritti Sacri delle tradizioni monoteiste.
Ma per questa epoca, caratterizzata da sfide del tutto nuove per l’umanità, Bahá’u’lláh ci porta proprio tutti quei principi, norme e misure di cui necessitiamo per imparare ad applicare l'insegnamento dell'amore su scala globale, realizzare l’unità del genere umano ed instaurare una pace duratura grazie ad un Nuovo Ordine Mondiale.

Perché sei divenuta bahá’í?
Leggendo gli Scritti bahá’í ed alcuni documenti redatti dalla Bahá’í International Community, ente accreditato presso le Nazioni Unite, ho riconosciuto che la Fonte di questo Messaggio era divina ed in Bahá’u’lláh ho riconosciuto lo Spirito di Cristo che continuava ad educare le anime degli uomini, ampliandone la conoscenza e migliorandone il carattere per continuare ad evolvere spiritualmente e, di conseguenza, materialmente. Si tratta di un Messaggio in cui l'Amore diventa il presupposto per la giustizia sociale, fino ad unificare l'intero genere umano come un'unica famiglia.
Ho quindi sentito naturalmente la gioia di poter riflettere sulla mia vita in base ad una Guida divina rivelata in tempi così recenti, come aiuto nelle mie scelte e nello sviluppo delle mie potenzialità. Ma un motivo di gioia altrettanto forte è stata la possibilità di prendermi cura della mia crescita personale tramite atti di servizio disinteressato al bene comune. Che gioia potermi sentire utile, nel mio piccolo, al miglioramento del mondo, a partire dalla mia famiglia e più in generale in ogni relazione e in ogni ambito della mia vita. Questo è infatti ciò che il Messaggio di Bahá’u’lláh offre a ciascun essere umano: la possibilità di sviluppare le proprie capacità latenti nel contribuire a costruire comunità unite e prospere in quanto basate sui Suoi Insegnamenti, che sono in armonia con gli Insegnamenti spirituali di tutte le precedenti Rivelazioni.

In questo mese di ottobre ricorre il bicentenario della nascita del Bab, precursore di Bahá’u’lláh. Torneremo a parlare di loro, per approfondire, in seguito, ma, per adesso in sintesi,  vuoi parlarci di queste due figure storiche così importanti per voi?
Il Bab e Bahá’u’lláh sono le due Figure Sacre della Fede bahá’í, il primo Precursore e Araldo del secondo, nati in Iran ed ingiustamente perseguitati, così come i loro seguaci. Il Bab, un semplice mercante, era molto giovane quando rivelò un Messaggio che rapidamente sconvolse la società per i principi innovatori che promulgava, tra i quali la Progressività della Rivelazione divina, la parità di diritti tra uomo e donna e l'armonia tra scienza e religione, annunciando l'avvento da lì a poco di una Rivelazione più ampia, destinata a trasformare la vita dell'intera umanità per farla evolvere fino ad arrivare a realizzare l'unificazione di tutti i popoli e la pace universale. Bahá’u’lláh, figlio di un Primo Ministro, ben presto scelse di abbandonare la vita agiata e la futura carriera per dedicarsi ai bisognosi e agli oppressi. Egli divenne dapprima seguace del Bab e poi, poco dopo il Suo martirio, iniziò a rivelare una gran mole di Scritti su molti temi, spirituali e sociali, in cui offre all’umanità una Guida per affrontare le sfide presenti come opportunità per costruire una nuova civiltà globale fondata su basi spirituali e caratterizzata dalla giustizia sociale e dalla valorizzazione della diversità.

Come comunità grossetana bahá’í, so che state organizzando degli eventi per il bicentenario della nascita del Bab. Potresti raccontarci qualcosa in proposito?
A 200 anni dalla Sua Nascita, il Messaggio del Bab, così attuale e universale, e le gesta eroiche Sue e dei Suoi seguaci continuano ad ispirare migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo, quindi il 28 ottobre ed i giorni vicini saranno dedicati a ricordarlo in una miriade di celebrazioni che dell’alba al tramonto si susseguiranno da est ad ovest riunendo genti di ogni popolazione ed etnia, lingua e background religioso, di colori e culture diverse, tutti accomunati dalla consapevolezza che “La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini” e dal desiderio e l'impegno di servire la comune Causa della pace e della prosperità universali.
In Italia le celebrazioni saranno più di 200, in ogni regione da nord a sud e nelle isole.
A Grosseto proprio oggi, domenica 27 ottobre, alle 18 siete tutti invitati presso il Museo di Storia Naturale (ingresso libero) ad una rappresentazione teatrale sulla figura di Tahirih dal titolo “Il velo caduto”, che narra della poetessa persiana seguace del Bab uccisa per essersi presentata senza velo, affermando che uomini e donne sono uguali agli occhi di Dio. Domani, lunedì 28 ottobre, vi aspettiamo tutti presso il Museo di Scienze Naturali alle 18 per la celebrazione del bicentenario della Nascita del Bab con momenti di ispirazione, riflessione, socializzazione e condivisione delle attività portate avanti dai bahá’í nel mondo e a Grosseto in particolare.

Da quando ci sono bahá’í a Grosseto?
Dai primi anni ’80.

Chi volesse contattare la comunità bahá’í grossetana come deve fare?
La carica di Segretario della Comunità bahá’í, eletta annualmente, è attualmente ricoperta dall’Ing. Gianfilippo Gubinelli: Tel. 3403932772, Email: grosseto@bahai.it.